Una chiesa di vetro, un progetto da Arturo Kupreicuk

L’architettura di una chiesa sempre comporta un senso simbolico, la sua portata in particolare funzionalità, compito, caratteristica costruttiva. La storia dimostra che molto spesso proprio la chiesa determina il sviluppo di stile dominante in una o in altra epoca. Dato che nel epoca sovietica in tutti repubbliche di Unione Sovietico le chiese non si costruivano ora l’architettura sacraria è costretta a superare il divario di 70 anni di dominanza sovietica. Secondo di Arturo Kupreicuk quello intende la ricerca di nuovi approcci e nuovi soluzioni in progettazione.

Il spazio del tempio, progettato da giovane architetto Arturo kupreicuk, è destinato, in primo luogo, non per sacramentari e ritti religiosi ma per il pregare, per rivelarsi d’avanti a Dio e a sé stesso.

L’interno della chiesa è molto austero, assente qualunque decoro, niente di superfluo. Trasparenti icone vitrei candelabri no arrivano al pavimento. La riga inferiore di vetri opachi , cosi indiscreti occhi non riescano infastidire, che consente di concentrarsi su ciò ché la gente venga qua. Ma in lo stesso momento tutto intero l’interno guazza in luce, respira, preservata il contatto visuale con mondo esterno.

Il calore all’interno lo rende librarsi il tetto spiovente che pende con fune. In contrasto con acciaio, vetro e cemento esso anima il spazio della chiesa.

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